Giuseppe Verdi. Preludes, Arias and Ballet music

Eleorg047
Formato: 1 CD
CD: Disponibile
Prezzo : 14,50 € + Spedizione
Compositori
Giuseppe Verdi
Artisti
Roberto Cognazzo
Organo
Tiburzio Gorla (1856)
Luogo
Coassolo Torinese, Torino, Italia

Verdi, dall’organo di Roncole ai teatri d’opera. Tra i grandi operisti italiani, attivi tra primo ‘800 e primo ‘900, due ebbero un serio rapporto con l’organo: Verdi e Puccini. È bene precisare, per differenziarne la posizione, che il secondo praticò lo strumento in tempi vicini al graduale esaurirsi della singolare convivenza tra Melodramma e Liturgia del tutto naturale da noi per almeno tre quarti del secolo XIX, mentre Verdi, non soltanto apprese a suonare sul piccolo organo di Roncole, ma si aggirò fra canne e cantorie sino al suo debutto scaligero avvenuto nel 1839 con Oberto conte di San Bonifacio. Pur se privi di documenti diretti, possiamo ritenere che Verdi eseguisse oltre a musiche proprie e altrui (padre Davide da Bergamo viveva a breve distanza da Busseto) costruite su schemi teatrali, un fitto repertorio di trascrizioni mirate ad arredare le sacre funzioni con le ultime novità operistiche. La popolarità raggiunta dal maestro con il Nabucco rese a loro volta i suoi spartiti (fino all’Aida) fonti inesauribili per gli organisti del tempo. Con questo Cd si intende proporre un iter verdiano realizzato su tre strumenti d’epoca, molto simili a quelli che il maestro suonava a Busseto e dintorni. II catalogo comprende, distribuiti nell’arco di un trentennio, titoli e brani non tutti notissimi, ma non per questo meno significativi nel cammino verdiano. Ne sono significativo esempio la vasta Congiura dell’Ernani, e la curiosa quasi bandistica, Gran Marcia Trionfale della Giovanna D’Arco. Al Verdi più cupo e pessimistico appartiene invece il Preludio di Attila (colonna sonora del film Noi credevamo) mentre il Preludio e l’Aria dei poco noti Masnadieri aprono a un plastico melodismo che permette di sfruttare i tipici registri del Corno inglese e della Voce umana. Il Corno inglese, equivalente organistico delle voci di tenore e baritono, illumina ugualmente la celebre e commovente Aria intonata da Rodolfo in Luisa Miller, opera che chiude il primo periodo verdiano. Le pagine seguenti appartengono al Verdi internazionale che scrive per l’Opera di Parigi e il Teatro Imperiale di San Pietro­­bur­­­­go le grandiose partiture de I Vespri Siciliani e de La forza del destino, creando con quest’ultima una delle sue opere più popolari. In entrambi i lavori, proprio perché concepiti per grandi teatri, ha rilevante peso la parte decorativa (cori e balletti) rivolta a soddisfare l’occhio oltre che l’orecchio. Nei Vespri, l’azione coreografica basata sull’alternarsi delle stagioni si estende per oltre trenta minuti dove valzer, mazur-ke, polke e galop si accendono qua e là di piacevoli invenzioni. Altrettanto piacevoli e spettacolari sono, a chiusura di un complicato terzo atto ricco di colpi di scena, la spigliata Tarantella e il Rataplan (quest’ultimo brano per coro non accompagnato) che introducono nella drammatica vicenda dell’opera La forza del destino una parentesi serena. Né è diversa l’atmosfera bizzarramente esotica dello scatenato bal­labile introdotto nel II Atto dell’Aida come diversivo rispetto alle marce trionfali e ai grandiosi pezzi d’insieme, (Roberto Cognazzo)

Altre notizie su questo CD
Registrato nelle Chiesa Madonna del Rosario, Chivasso, Torino,  Italia, 22-23 Febbraio 2011; Chiesa di San Nicolao di Coassolo, Torino, 16-17 Aprile, 2013; Chiesa di San Massimo vescovo, Torino, 24-25-26 Febbraio 2015.
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico 
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

TRACK LISTING

 

    Organo Tiburzio Gorla (1856), Coassolo Torinese, Torino, Italy
*  Organo Fratelli Serassi Op. 686 (1865), Chivasso, Torino, Italy
** Organo Carlo Vegezzi Bossi (1858-1927), Torino, Italy

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