J.S. Bach. Transcriptions for saxophone and organ

Eleorg038
Formato: 1 CD
CD: Disponibile
Prezzo : 14,50 € + Spedizione
Compositore
Johann Sebastian Bach
Artisti
Pietro Tagliaferri, sassofono soprano
Stefano Pellini, organo
Organo
Dell’Orto & Lanzini (2007)
Luogo
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta,
Vigliano Biellese, Italia

La musica di Bach è stata sin dal XIX secolo oggetto di innumerevoli trascrizioni, revisioni e adattamenti. Il progetto Riverberi si cimenta in questo compact disc con alcune pagine più o meno note del repertorio bachiano per offrirne uno scorcio, una prospettiva particolare: il suono di uno strumento – il sax soprano - che Bach non poteva conoscere (perché inventato assai dopo).
Se è vero che le partiture bachiane sono state trascritte infinite volte, è altrettanto vero che al loro interno contiamo numerose trascrizioni dello stesso Bach: in particolare, egli amava la musica di Vivaldi, tanto da trascrivere per tastiera concerti del maestro italiano, Il Concerto in Fa maggiore BWV 978 che apre questo CD vede la parte orchestrale, il Tutti, affidata all’organo, mentre il sax suona la parte del solo, il violino dell’originale vivaldiano. Nel preludio al corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme” BWV 645 la parte del corale è affidata al registro di Tromba dell’organo, mentre il sax ricama la splendida melodia processionale.Una significativa antologia delle Variazioni Goldberg BWV 988 consente ai due strumenti di mettere in luce geometrie che in alcuni casi sono destinate a rimanere adombrate all’interno della partitura. Anche l’aria per contralto “Qui sedes”, con oboe obbligato, ripropone il contrasto tra i due strumenti: l’oboe/sax si trova non solo a introdurre e chiudere la pagina musicale, ma ad intrecciare le sue linee col canto del contralto/registro solista dell’organo, creando suggestivi effetti di dialogo.
Nessun’altra scrittura come quella in trio, tanto praticata da Bach, permette di apprezzare contrasti timbrici e movimento delle voci: a ciò si aggiunge che la prima Sonata in Trio, inoltre, è scritta in mi bemolle maggiore, tonalità che nel temperamento dell’organo Lanzini-Dall’Orto di Vigliano Biellese assume un colore tutto particolare, a tratti aspro a tratti luminoso. Alla melodia discendente, di disarmante semplicità, con la quale il violino secondo apre il Largo ma non tanto del Concerto per due violini BWV 1043, qui affidata all’organo, fa subito eco la voce del violino primo/sax, in un raffinatissimo e lirico rimando che fa di queste pagine una delle più alte dell’intera produzione bachiana.
Nell’aria per soprano “Mein gläubiges Herze” il giocoso tema, eseguito dal sax, è contrappuntato dalle due linee del basso, in particolare dal contrastivo motivo affidato al violoncello piccolo (ancia dell’organo); nella coda finale, di insolita lunghezza, il sax si appropria della linea dell’oboe e alla già densa polifonia si aggiunge un’ulteriore linea, quella del violino, affidata alla sonorità dell’affine registro Viola da gamba. Le Invenzioni e Sinfonie, rispettivamente a due e tre voci, sono pagine assai note, se non altro perché tappe obbligate nel percorso formativo di studio dei tastieristi: riascoltare la Sinfonia 7 in mi minore BWV 793 in questo arrangiamento strumentale permette di godere del movimento delle singole voci, affidate a tre strumenti distinti nello spazio, perché suonanti a diversa profondità (le canne della prima tastiera dell’organo, il Grand’Organo, in alto e in posizione arretrata, il sax in posizione centrale, e il corpo della seconda tastiera, il Rückpositiv, collocato in posizione più bassa e aggettante, più vicina all’orecchio dell’ascoltatore).
Se la Toccata e Fuga in re minore, dalle celebri e roboanti cascate sonore e dalla scrittura briosa e improvvisativa, riconduce al tradizionale repertorio organistico, mettendo in risalto le sfavillanti e piene sonorità dell’organo di Vigliano Biellese, nel movimento incalzante e sereno delle terzine dell’altrettanto celebre Corale dalla Cantata BWV 147 si ripropone quel serrato dialogo timbrico che è alla base del progetto Riverberi.
Il disco si chiude quasi in sordina, sui toni delicati e lirici del Corale ornato « Liebster Jesu, wir sind hier », dove l’umanissima invocazione al divino (« Amatissimo Gesù, noi siamo qui ») trova nel suono rotondo del sax, ripreso e ulteriormente impreziosito di abbellimenti dal registro di Cornetto dell’organo, una veste sonora fedele e gentile.

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